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Come ti orienti nel mercato?

Come ti orienti nel mercato?

Come ti orienti nel mercato? Sicuramente facendo attenzione a quando è il mercato che ti orienta!

 Dopo molti anni di presenza nel mercato e dopo aver servito molti clienti, crediamo che questi possano asserire che le macchine Protennis sono e rimangono affidabili nel tempo. Il riscontro oggettivo è dato dal fatto che vi sono clienti che usano da oltre 10 anni le nostre prime macchine elettro-meccaniche e che non si sognano minimamente di vendere.

 Chi di voi ha trovato una Protennis usata in vendita? Rare!

 

  

All’inizio il sovradimensionamento del motore e del dinamometro (per farlo durare più a lungo) ed una precisione nell’assemblaggio unita alla qualità dei materiali garantiva la durata.

 Oggi, che l’introduzione dell’elettronica ha cambiato sostanzialmente la nostra vita, quindi anche le nostre macchine elettroniche, con lo stesso impegno possiamo garantire il binomio precisione ed affidabilità.

 Le innovazioni sono sempre frutto di analisi e studio al fine di apportare spesso piccole ma significative migliorie per una nostra congenita predisposizione al perfezionismo. La qualità dei materiali utilizzati resta sempre il cardine principale di un componente o meglio: della sua affidabilità nel tempo.

 Vi sono pinze, che pur esteticamente gradevoli, esauriscono la loro vita dopo alcune centinaia di incordature e questo è dovuto principalmente a scarsi materiali utilizzati. Vi sono macchine che ancora oggi utilizzano tecnologie di rilevazione del carico in uso negli anni ’90 con l’aggravante di un pessimo assemblaggio. Di seguito esporremo un esempio pratico.

  

A noi non piace parlare dei prodotti degli altri, ma spesso siti web di confronto, o Forum che diventano terreno di dibattiti all’acqua di rose, focalizzano nel prezzo l’elemento più importante.

 Ebbene, seppur con la prima attenuante del caso, ovvero per la scarsa conoscenza del settore, non riteniamo giusto che un nuovo ipotetico incordatore confronti il nostro prodotto con altri che hanno una tecnologia differente. Confrontereste una mozzarella blu con una di bufala certificata e garantita dalla filiera? Questo è quello che accade nel mondo delle macchine incordatrici! Ci rendiamo conto che detto da noi non potrà mai essere convincente (“chiedi all’oste se il vino è buono”), per questo vogliamo portare la discussione su esempi pratici e riscontrabili. Nei prossimi mesi daremo tutta una serie di informazioni per chi avrà la voglia di seguire.

 

1 Esempio: con che cosa impostate la tensione nella vostra macchina “elettronica”??

 Se lo fate attraverso una manopola significa che comandate un reostato collegato al più classico dei dinamometri meccanici! Non disquisiamo sul fatto che funzionino bene o male, questo lo analizziamo poi su test svolti su alcuni modelli rientrati da clienti, ma con fermezza affermiamo subito che: con questa tecnologia è preclusa la rilevazione elettronica, la costanza nel farlo, l’affidabilità nel tempo e sotto stress lavorativo.

  

Un’Azienda che lavora con la qualità e per la qualità non potrà mai accettare meramente il confronto economico, o almeno non in uno spazio temporale breve.

 

2 Esempio: vogliamo evidenziare la relazione tra denaro speso e vita tecnica rilevata del prodotto. Se aggiorniamo lo spazio temporale di una macchina elettronica ad un periodo di vita media per un prodotto di qualità che si attesta attorno ai 10 anni, capiamo da subito che poche Aziende posso garantire questa durata. Se poi aggiungiamo un ulteriore elemento che è l’intensità d’uso, ovvero quante incordature realizziamo in 10 anni, la cernita si riduce in maniera inversamente proporzionale all’aumento del numero di incordature.

 Detto ciò chiariamo il tutto con un esempio continuando ad analizzare il segmento di maggior intereresse ovvero le incordatrici elettroniche compatte.

 Ora “confrontiamo” Il nostro modello 480i, che si può fregiare pienamente di essere chiamato elettronico e che si attesta mediamente su €1.000,00 , con uno dei tanti prodotti elettro-meccanici dal costo più o meno contenuto che si attesta sui €500,00 . Per correttezza dovremmo fare una netta differenza di funzionalità, ovvero le funzioni disponibili tra i due modelli, ma per restare in linea con il pensiero comune puntato sul prezzo, trascuriamo questa nostra evidente superiorità.

 

I nostri test di laboratorio hanno evidenziato che una macchina elettro-meccanica economica comincia ad avere problemi subito dopo le prime 50/60 incordature. Il difetto maggiormente riscontrato è l’instabilità dello strumento rilevatore.

Molti cercano di risolvere acquistando uno strumento rilevatore esterno che dica loro quanto è tesa la racchetta per poi inversamente modificare la scala di trazione.

Ecco la prima spesa aggiuntiva che chiameremo “spesa di adattamento”. Questa spesa è inutile perché la macchina peggiorerà le sue prestazioni. Con l’aumento delle incordature cominciano ad avere problemi gli strumenti di bloccaggio, uno su tutti le pinze che bloccano male o non bloccano affatto. Sarà necessario registrarle costantemente sino ad un rapido consumo delle viti di bloccaggio che sono realizzate con materiali discutibili.

Chi di voi ha comperato quei kit di cacciaviti nei vari bazar a prezzi stracciati? Quante viti avete avvitato con quei cacciaviti? Spesso si spana prima la testa del cacciavite che la vite stessa!

 Potremmo continuare la nostra disamina da riscontro oggettivo, ma pensiamo che basti giungere subito alla conclusione finale che si basa su un semplice ragionamento matematico: dopo un numero minimo di circa 100 incordature o 150 se siamo molto fortunati, la macchina è ingovernabile e necessita di ricambi strutturali. Facciamo due conti e calcoliamo il numero di incordature ipotetiche annue di un incordatore che si dota di macchina elettronica: minimo 200 ?

 Si evince che se si sceglie la strada delle economiche rapportato a 10 anni spendi 500,00 x 10 = 5.000,00 €, oppure se sei capace e ti intendi di elettro-meccanica forse tiri avanti 3 anni con “spese di adattamento”, almeno altri 200€, pertanto per questa seconda ipotesi abbiamo 500,00+200,00 x 3 cicli che compongono circa i 10 anni = 3.600,00 €.

 Come abbiamo dimostrato, l’elemento più importante ai fini valutativi non è il prezzo immediato ma l’affidabilità nel tempo della macchina incordatrice, ovvero la sua strutturale capacità di assolvere bene alla funzione per cui è stata acquistata.Questo metro valutativo dovrebbe essere utilizzato per quasi tutto ma assume enorme rilevanza nel caso si valutino le macchine in generale. Filosofando sul principio capostipite dell’elettronica OFF/ON, una macchina o funziona o non funziona!

In ultima analisi consideriamo la 2° attenuante del caso, l’ostacolo economico. Su questo non possiamo né vogliamo disquisire, soprattutto in questi particolari momenti di congiuntura economica. Disquisiamo invece sul bizzarro approccio mentale che una parte dei consumatori ha, ovvero l’autoconvinzione!

 In mancanza di elementi valutativi chiari ed in ristrettezze economiche si è portati a pensare che il mezzo web risolva da solo tutto e velocemente. In particolare si è convinti che la globalizzazione dei mercati e la facilità di approccio di Internet possa metterci in contatto con il singolo produttore su “Marte” che vende direttamente le sue macchine a prezzi molto più vantaggiosi.

 In questo modo diamo poca importanza alle differenze di prezzo perché la giustifichiamo con un’ipotetica filiera ridotta all’osso. Non pensiamo minimamente che possa trattarsi di un prodotto scadente o comunque meno qualitativo.Internet ha effettivamente ridotto alcuni costi al consumatore, ma tali riduzioni sono tutte riconducibili a risparmi che le Aziende hanno potuto fare su personale, showroom, pubblicità in genere.

 Invitiamo tutti a riflettere su semplici considerazioni: chi produce su scala mondiale non si rivolge mai al singolo consumatore, una produzione qualitativa necessita di forti investimenti pertanto non potrà mai costare poco.

 Continueremo la nostra disamina da riscontri oggettivi nei prossimi articoli, con la speranza di non essere fraintesi e di aver sollecitato la vostra curiosità.

 Consulenza Tecnica Pro Tennis